Apnea del sonno: cos’è e come riconoscerla

Responsabili di risvegli frequenti, le apnee notturne compromettono la qualità del sonno di chi ne è affetto.

Russamento e sensazione di soffocamento: soffrire di apnee notturne è tutt’altro che da sottovalutare. A parte i risvegli notturni più o meno ricorrenti, questo disturbo sottopone il corpo a un notevole stress. Questo, a lungo andare, può diventare responsabile di insufficienze respiratorie, ipertensione, malattie cardiovascolari e disturbi metabolici.

 

Quella più ricorrente è “ostruttiva”

L’apnea che interessa il maggior numero delle persone è quella “ostruttiva”. Riguarda gli adulti-anziani e chi è in sovrappeso, in particolare della popolazione maschile. Un errato stile di vita (dieta squilibrata con assunzione di alcolici e fumo) e anomalie anatomiche che determinano restringimenti delle prime vie aeree, sono le sue maggiori cause.

 

Attenzione a che non sia “centrale”

Prima di recarsi da uno specialista, effettuare un test di autovalutazione può mettere nelle condizioni di comprendere meglio lo stato dei fatti. In ogni caso sarà comunque opportuno rivolgersi a un esperto del sonno che utilizzerà mezzi diagnostici ad hoc – quali la polisonnografica –  per escludere di aver a che fare con un’apnea “centrale”. Questa, comprende sì, alterazioni dello stimolo a respirare, ma in assenza di una reale ostruzione delle vie aeree. Dipende dal cervello ed è una manifestazione legata ad altre patologie.

 

Che fare?

Seguire un’alimentazione corretta e assumere posizioni diverse durante il sonno, è un ottimo punto di partenza. Se si tratta di un problema di tipo anatomico è invece necessario interpellare un chirurgo otorinolaringoiatrico oppure, su consiglio medico, utilizzare appositi dispositivi che intervengano sulla postura della mandibola. Senza dubbio le apnee di tipo ostruttivo sono le meno impegnative da risolvere. Quelle “centrali”, infatti, essendo il sintomo di altre patologie richiedono un iter diagnostico e terapeutico più complesso.