CORONAVIRUS E INSONNIA: CHE FARE?

Siamo a un anno dagli esordi del Coronavirus. Il risultato è stata una profonda modifica del nostro stile di vita e, di conseguenza, a risentirne è stata anche la qualità del riposo.

INSONNIA DA QUARANTENA

Almeno per la metà della popolazione, l’ansia è in testa ai disturbi comparsi con la quarantena, seguita dall’insonnia. È emerso dai risultati di un ampio studio italiano coordinato dall’Università di Parma e pubblicato sulla rivista Frontiers of Psychology. Su seimila soggetti di età compresa tra 18 e 82 anni, monitorati tra marzo e maggio 2020, oltre la metà (55,3%) ha lamentato una ridotta qualità del sonno e cambiamenti del ritmo sonno-veglia.

PAURA E INSONNIA

Il momento storico che stiamo vivendo, con le sue alterne vicende, ha innescato tantissime incertezze nella quotidianità di ciascun individuo. Inizialmente imposto e poi assunto in autonomia come nuovo stile di vita, il doveroso lockdown ha lasciato numerosi strascichi. Primo tra tutti la perdita di tranquillità e un senso di allerta protratto. La diretta conseguenza di tutto ciò è stata la comparsa di insonnia o, comunque, di irregolarità nel ritmo sonno-veglia.

SEMPRE IN CASA

Lo smart working ha messo uno stop alle uscite quotidiane. L’orario di lavoro è diventato elastico, non è più prestabilito. Si restringe e dilata a seconda delle necessità. Da oltre dodici mesi, in generale si vive dunque sostanzialmente tra le mura domestiche, con fatica fisica ridotta ai minimi termini ma impegno mentale ed emotivo decisamente superiore rispetto alla norma.

ATTENZIONE ALLA LUCE BLU

La permanenza in casa ha comportato un utilizzo maggiore dei dispositivi elettronici. Tra social, app, TV e consolle, il cervello è iper-stimolato e il “vero” rilassamento risulta sempre più difficile. In pratica, è quasi impossibile staccare veramente la spina. E anche questo non induce a nottate rilassanti. Il motivo? La luce blu prodotta dai device elettronici può compromettere la produzione di melatonina, l’ormone che facilita il sonno.

TROPPA INFORMAZIONE?

Essere sottoposti a quotidiane e continue notizie inerenti il diffondersi del virus potrebbe dar luogo, secondo gli esperti, a quello che viene definito Headline Stress Disorder. Si tratta del disturbo legato alla lettura ripetuta e costante di titoli di giornale che affrontano, spesso e volentieri in tono allarmistico, il problema dell’attuale emergenza sanitaria. La conseguenza? Anche in questo caso l’insonnia.

ADEGUARE LO STILE DI VITA

Il buon sonno va protetto perché ha una valenza importantissima in quanto a mantenimento del benessere fisico e mentale. Di conseguenza, è necessario intervenire per ritrovare il giusto ritmo sonno-veglia. Come? Ad esempio, ponendo attenzione all’orario dei pasti e alla qualità dei cibicon essi introdotti, soprattutto per quanto riguarda la cena. Mettendo al bando la pigrizia e lasciandosi stimolare dalle belle giornate a organizzare una pratica fisica regolare, all’aperto. Il tutto cercando di non “confondere” il proprio orologio biologico e restituendogli dei ritmi puntuali, seppur variati rispetto al passato.

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