Il regalo di una bella dormita

Riposare fa bene. Non solo al corpo ma anche allo spirito.

Una notte di sonno ristoratore si trasforma, il giorno a seguire, in un’importante dose di benessere. Un riposo “di qualità“, quindi sereno e privo di interruzioni, è in grado di farci alzare pieni di energia ed entusiasmo, pronti per affrontare al meglio tutta la giornata. Dormire adeguatamente è un aiuto insostituibile per il buon funzionamento di tutti gli apparati che compongono il nostro corpo. Stress, preoccupazioni e patologie presenti (obesità, ipertensione, apnee) però, possono mettere a dura prova le ore destinate al riposo. Con conseguenze non indifferenti.

 

Cosa accade nel caso di un sonno di scarsa qualità?

Non poter contare a lungo su un sonno di qualità si trasforma, ad esempio, in problemi per il sistema immunitario e all’apparato digerente. Tra gli organi che utilizzano la notte per svolgere le proprie funzioni, c’è il fegato. Il cuore, al contrario, sfrutta proprio la “pausa” notturna per riposarsi. Il tutto senza dimenticare che il riposo notturno è un potente antistress naturale. Meglio non cadere, infatti nel circolo vizioso tra sonno e stress: lo stress fa dormire meno e la mancanza di sonno genera stress.

 

Al cervello piace il sonno

Tra le conseguenze immediate ed evidenti di notti poco riposanti, ci sono la mancanza di concentrazione e difficoltà nella memorizzazione. Dormire adeguatamente, però, è necessario per permettere ai neuroni di “fissare” le informazioni importanti acquisite durante la giornata, sbarazzandosi di quelle superflue. Durante la notte, il cervello si libererebbe anche delle scorie. Come sostenuto da uno studio pubblicato sulla rivista Science, durante il sonno alcune cellule cerebrali si rimpiccioliscono facendo sì che lo spazio tra esse aumenti del 60 per cento. Ciò consente l’ingresso di una maggiore quantità di fluidi, che aiutano a drenare sostanze tossiche e scorie.

 

Svegliarsi, guardarsi allo specchio e… sorridere

Un riposo notturno di scarsa qualità conferisce alla pelle del viso un aspetto “stanco”, con occhiaie, segni di espressione accentuati e ipersensibilità. Durante il sonno le cellule epidermiche, infatti, lavorano, rigenerandosi e detossinandosi dallo stress accumulato. Se, poi, oltre a un sonno regolare,  assumiamo la postura giusta (a pancia in su e con la testa lievemente rialzata per non comprimere la pelle e far sì che si ossigeni al meglio), la mattina osservarsi allo specchio sarà davvero un input al buonumore!