IL DIGITAL DETOX: COME, QUANDO E PERCHÉ?

Inutile negarlo, siamo sempre più digital addicted. Eppure, ogni tanto, è necessaria una “cura” disintossicante dai device.

La tecnologia è nostra fedele compagna di vita. È in grado di riservare incredibili soprese, tra app di ultima generazione e maratone all’insegna dello streaming, e di offrire soluzioni a (quasi) tutti gli imprevisti e necessità. Basta un clic per conoscere, ad esempio, dati personalizzati su qualità del sonno, variabilità della frequenza cardiaca e consumo calorico, al fine di migliorare le abitudini e ottenere risultati performanti.

CONNETTERSI, INTERAGIRE, ZOOMARE, TWITTARE…

Esiste una lunghissima serie di verbi “moderni” che conferma l’importanza e il ruolo dei device nella nostra quotidianità. Tra l’altro durante il periodo storico che stiamo vivendo, la tecnologia ha offerto un prezioso plus, ovvero l’opportunità di lavorare da casa (dicasi smart working), accorciare le distanze con le persone care e continuare la didattica, tutto senza mettere a rischio la nostra salute.

DIGITAL DETOX MA C’È UN LIMITE (O CI DOVREBBE ESSERE…)

Anche se la maggior parte della nostra vita moderna ruota attorno alla tecnologia, quando si trasforma in un rapporto h24 potrebbe diventare un problema. Se si percepisce che “qualcosa” non va, il cosiddetto digital detox potrebbe rappresentare una valida soluzione.

SEPARATI DAI DEVICE

Detossinarsi dal digitale significa, in pratica, separarsi dai device. Almeno temporaneamente. Ci sono alcuni campanelli d’allarme che possono far capire che è il momento di intervenire. Quali? Mancanza di concentrazione, difficoltà nell’ascolto, difficoltà ad organizzarsi. Se poi il suono delle notifiche diventa una vera e propria ossessione tanto da tenere incollato lo sguardo sul device in una sorta di dipendenza, allora è il momento di dire stop.

QUANDO È STATA L’ULTIMA VOLTA CHE…

…siamo stati “lontani” da smartphone & co? La tentazione di controllare notizie, email e poadcast è sempre forte, inutile negarlo, quindi non si tratta solo di lavoro ma anche, o forse soprattutto, di tempo libero. In tutto questo, a onor del vero, l’avvento del Coronavirus ha dato un grande sprint. Ore e ore in casa cercando di mantenere i contatti con sorrisi e chiacchierate virtuali hanno fatto dei device i nostri migliori amici. Sono cresciuti con Facebook e Instagram che hanno fatto registrare record di accessi unici da desktop. È andato alle stelle anche Twitch, il sito di game streaming mentre l’applicazione di gran lunga più scaricata è stata TikTok.

ANCORA PEGGIO PER BAMBINI E ADOLESCENTI

I bambini sono particolarmente sensibili all’abuso di tecnologia e agli effetti negativi che lo accompagnano. L’American Academy of Pediatrics consiglia di ridurre l’utilizzo dello schermo e dei media per i bambini, in realtà raccomandano di evitarlo completamente nei piccoli di età inferiore ai 2 anni.

CHE FARE PER UN DIGITAL DETOX?

Per un utilizzo meno “tossico” dei device gli esperti suggeriscono prima di tutto di disabilitare le notifiche onde evitare distrazioni e interruzioni continue, proporzionali al numero delle app installate. Altra idea è quella di pianificare una giornata free device, fondamentale per “recuperare” energia, concentrandosi su pratiche alternative come, ad esempio, meditazione o yoga. In casa, poi, si potrebbero prevedere spazi ad hoc privi di tecnologia. Anche stare all’aperto, infine, lasciando spaziare lo sguardo rappresenta un buon modo di disintossicarsi.

Credits:
Tecnologia foto creata da rawpixel.com – it.freepik.com
Woman in grey shirt looking at phone foto creata da unsplash.com