Digital detox, istruzioni per l'uso

Intervista a Alessio Carciofi, Docente in Marketing & Digital Wellbeing, sull'importanza di stabilire un buon "rapporto" con i device e la tecnologia.

 

 

Ha detto “Usare le tecnologie sì, ma non esserne usati”: ci può spiegare questo concetto?

Il concetto di base è che noi non siamo pienamente consapevoli di come usiamo le nostre tecnologie ma soprattutto di quanto tempo trascorriamo col digitale. Significa che dobbiamo conoscere le nostre abitudini e come, giornalmente, la nostra attenzione viene “hackerata” dall’uso dei dispositivi. È anche importante conoscere come possiamo migliorare il tempo ma soprattutto la gestione di attenzione ed energia attraverso una consapevolezza digitale.

 

Quanto è importante la tecnologia al giorno d’oggi?

È essenziale. Non possiamo ritornare alla caverna. La sfida è saper andare avanti conoscendo l’ambiente digitale, sapendolo abitare con consapevolezza. La sfida è andare in avanti ma allo stesso tempo andare in profondità. Dobbiamo conoscere noi stessi: conoscendo noi stessi possiamo apportare e rafforzare, con il capitale umano, anche quello tecnologico che è quello della rivoluzione attuale, della digital transformation.

 

Che ne pensa del digital detox?

Penso che non dobbiamo disintossicarci dal digitale, ma dobbiamo fare una bella convivenza. È sfidante ma è l’elemento di crescita, da cui imparare. Dobbiamo saper convivere con il digitale in maniera sana e più felice. Non dobbiamo, però, vivere sempre con i device: ci sono dei momenti in cui vanno allontanati. Ad esempio nel letto, quando siamo a tavola o parliamo con le persone.

 

In casa come si può gestire lo spazio per evitare di eccedere nel loro uso?

Bisogna gestire lo spazio e il tempo. È importante individuare zone o esperienze free device come le camere da letto, la stanza da pranzo o la cucina; ma anche delle esperienze, ad esempio per i più piccoli è importante individuare zone di casa, come il divano, dove non sono ammessi i device e sono ammesse invece altre situazioni come leggere o conversare. Così facendo possiamo educare noi stessi, il cervello – quindi le abitudini – e gli altri.

 

Ci sono ambienti in cui sarebbe preferibile lasciare fuori i device?

Sì, assolutamente, il primo fra tutti è la camera da letto. È un luogo sacro, da rispettare e preservare. Avendo attenzione a come limitare al minimo l’uso della tecnologia, perché prima di tutto influisce sul sonno. Ad esempio è meglio non coricarsi con lo smartphone tra le mani perché disturba il benessere del sonno.

 

C’è una relazione tra uso non attento dei device e disturbi del sonno?

Sì, un uso massivo ed eccessivo dei device a letto può diminuire la qualità del sonno. Il 75 per cento degli italiani, secondo una ricerca del rapporto Coop, si sveglia e prende lo smartphone in mano entro 15 minuti. Significa che noi nei primi 15 minuti iniziamo già a… scaricarci. Sarebbe invece opportuno lasciare lo smartphone fuori dalla camera e andare a letto parlando con il partner o, da soli, pensando ai momenti di gratitudine e a ciò che di bello che è accaduto nella giornata. Esattamente il contrario di ciò che accade! Se durante la notte ci svegliamo e prendiamo in mano lo smartphone è l’inganno che deteriora il benessere del sonno.

 

Esistono le piante anti-inquinamento “tecnologico”?

In casa e ufficio, poste ad esempio intorno alla scrivania, le piante aumentano la concentrazione del 15 per cento. La loro presenza abbassa lo stress psicologico incrementando capacità di attenzione e benessere in generale. In questa rivoluzione che stiamo vivendo con la tecnologia non dobbiamo tralasciare quella che è la vera rivoluzione, quella umana, e la sua relazione con l’ambiente.

E poi, dobbiamo ritornare all’essenziale che è anche fare delle pause.

 

Come possiamo regalarci una pausa?

Ce lo insegna la Natura: un campo, in inverno, si riposa e, nel silenzio della terra, si prepara alla primavera e alla rinascita. Fare delle pause è, dunque, necessario. La nostra pausa è nella notte. In questa velocità che implica il digitale dobbiamo anche saper riconoscere il concetto del benessere nell’elemento notturno. Quindi, il sonno è fondamentale. Attraverso il benessere del sonno noi siamo più vivi, efficaci e produttivi, in relazione con le persone accanto a noi e con i nostri progetti.