Pavor Nocturnus

Cos'è e come evitarlo

È una locuzione che incute ansia solo a leggerla: il Pavor Nocturnus si verifica durante il sonno profondo, soprattutto nei bambini, ed è responsabile di sensazioni di “terrore” in chi dorme. Spaventati? Un pochino, forse, ma i modi per evitarle il Pavor Nocturnus ci sono. Eccone alcuni.

 

Pavor Nocturnus, ovvero “terrore notturno”. La Medicina del Sonno lo ascrive tra le parasonnie che si verificano durante il sonno profondo, nel corso delle prime 3-4 ore della notte. Cosa accade a chi ne è interessato? In un arco di tempo compreso tra pochi secondi e alcuni minuti, la persona mostra sensazioni ed espressioni di panico e paura mentre dorme. Agitazione, movimenti improvvisi, rigidità, grida e pianto – con affanno e accelerazione del battito cardiaco – si accompagnano, al momento del risveglio, a una totale amnesia di ciò che “realmente” sia avvenuto.

Pavor Nocturnus nei bambini: che fare?

Questo disturbo interessa particolarmente i bambini, in età prescolare e scolare, quindi dai 3 agli 8 anni circa, maschi e femmine. Secondo quanto riportato dalla rivista American Family Physician si tratta, spesso, di episodi di breve durata ed entità e il bambino tende presto a tranquillizzarsi riprendendo sonno. Che fare in caso si assista a un episodio del genere che, inutile negarlo, è responsabile di ansia anche nei genitori? Nonostante la tendenza sia quella di svegliare il piccolo – cosa tra l’altro non immediata, in questo caso – per rassicurarlo e confortarlo, è invece meglio vegliarlo e assicurarsi che nel fare movimenti involontari non cada dal lettino o si ferisca in qualche modo.

Anche gli adulti possono esserne interessati

Il Pavor Nocturnus può interessare gli adulti anche se con una percentuale nettamente inferiore rispetto ai bambini. A detta degli esperti, però, tali episodi possono comunque essere riconducibili a eventi simili accaduti durante l’infanzia. O, comunque, alla presenza, in famiglia, di soggetti che hanno sperimentato il “terrore notturno” o altre parasonnie: la componente genetica, infatti fa aumentare di dieci volte il rischio di svilupparla.

Che fare?

Spesso il disturbo da terrore notturno tende a risolversi spontaneamente. Se si tratta di episodi sporadici, quindi che si verificano senza regolarità e ricorrenza, non necessitano interventi mirati o farmacologici. Basta adoperarsi per mantenere in equilibrio il rapporto sonno-veglia facendo seguire al piccolo un adeguato stile di vita, con attenzione all’alimentazione, e sperimentando, magari, semplici tecniche di rilassamento. Qualora, invece, gli episodi di Pavor Nocturnus fossero ricorrenti (quotidiani o ripetuti nella stessa settimana) sarà opportuno rivolgersi allo specialista per una valutazione clinica più approfondita.

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