"Schermi luminosi, un "pericolo" per il sonno?"

Il mondo notturno è sempre più popolato dagli schermi luminosi dei device.

I device sono diventati fedeli compagni di vita. Sono utili, a volte indispensabili, questo è vero. È altrettanto vero, però, che un loro uso senza limiti incide sulla qualità del sonno. Non solo perché, materialmente, tengono attivi e svegli oltre il necessario, ma soprattutto perché la luce blu che emettono è in grado di alterare il ciclo sonno-veglia. quella pace interiore a cui gli esseri umani ambiscono.

UNA COMUNE ABITUDINE

Ogni sera, la maggior parte delle persone prende parte a un rito quasi irrinunciabile: dare un’occhiatina al proprio smartphone prima di cadere tra le braccia di Morfeo. Una lettura veloce alle news, il controllo della posta e magari un fugace passaggio tra i social e il link a qualche video: senza rendersene conto il tempo scorre e si posticipa, non di poco, il momento del riposo. Una volta spenta la luce, però, si stenta a prendere sonno.

INSONNIA “TECNOLOGICA”

L’abitudine di utilizzare il cellulare a letto è strettamente collegata alla difficoltà di rilassarsi e indurre il corpo a trovare l’equilibrio ottimale per riposare. Il cervello percepisce lo stimolo luminoso a cui viene sottoposto come un disturbo, uno sforzo. Secondo uno studio pubblicato su Live Science, questa abitudine, che incide sul ritmo circadiano, ha portato a dormire due ore in meno rispetto a quarant’anni fa, con conseguenze facilmente immaginabili.

LA LUCE BLU CHE SFASA IL RITMO

Quando le cellule della retina percepiscono il calare delle tenebre, la ghiandola pineale viene indotta a produrre melatonina, ormone collegato al sonno dal punto di vista qualitativo e quantitativo. I display di cellulari&co sono fonti luminose che destabilizzano questo ritmo naturale, sovreccitando il cervello e inibendo la produzione di melatonina. Una volta messo sul comodino il dispositivo, si impiegherà almeno un’ora per prendere sonno, ritardo destinato a sfasare i tempi di recupero e il successivo risveglio mattutino.

UN PROBLEMA IN CRESCITA?

Gli esperti del sonno sono stati chiari: se non si ristabilirà un uso corretto dei device, la tecnoinsonnia è destinata a prendere il volo. C’è bisogno di fare un uso più consapevole della tecnologia lasciandola, ad esempio, fuori dalla camera da letto. Le aziende produttrici si stanno dando da fare per ridurre l’impatto della luce blu su occhi e cervello ma una profumata tisana resta sicuramente un prologo migliore al riposo di qualità.