Sei sicuro che il tuo sonno sia di qualità?

Dormire ci fa bene. A giovarne è il nostro fisico e tutti i suoi organi e apparati.

 

Dormire ci fa bene. A giovarne è il nostro fisico e tutti i suoi organi e apparati. Una notte trascorsa con un sonno intermittente e poco appagante ha dei riflessi non indifferenti sulla qualità della vita del giorno che segue. E che accadrebbe se le notti “insonni” si ripetessero? A essere messe in discussione sarebbero le capacità decisionali, la prontezza di riflessi, la lucidità del pensiero e persino la risposta attiva del sistema immunitario. Con tutte le conseguenze facilmente immaginabili sul contesto sociale e lavorativo. 

 

Mal di testa e occhiaie 

Testa “pesante” e sguardo segnato da evidenti occhiaie: ecco i risultati immediati di un sonno privo di qualità. Non c’è da stupirsi: è mancato il riposo necessario al cervello e… alla pelle. Due organismi, tra i tanti, che utilizzano questo momento della giornata per disintossicarsi. 

 

Mancanza di concentrazione 

Dormire in modo poco o per nulla soddisfacente si riflette anche sulla concentrazione. Con alle spalle una notte a occhi aperti diventa difficile, se non impossibile, avere i riflessi pronti a rispondere con immediatezza ad ogni situazione o imprevisto. Si è in grado solo di… ciondolare a destra e manca. 

 

Umore KO 

Alzi la mano chi, non dormendo “bene” è in grado di svegliarsi con il sorriso sulle labbra! Quando si è stanchi, irritabilità e cattivo umore sono la risposta immediata a qualsiasi contrattempo, anche il più banale o facilmente risolvibile. 

 

Troppo impulsivi 

A sentire le conseguenza di una notte in bianco è anche la corteccia prefontale del cervello. Si tratta di un’area associata al controllo degli impulsi, alla capacità di giudizio e all’attenzione. Quando non si riposa in modo adeguato, la capacità di giudizio vacilla e siamo orientati ad agire impulsivamente.  

 

Che… fame! 

Uno studio condotto dalla Clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf e dall’Università di Colonia, pubblicato sulla rivista medica The Journal of Neuroscience, ha stabilito un legame tra privazione di sonno e voglia di mangiare. I ricercatori hanno sottolineato che a essere coinvolto è il funzionamento del sistema cerebrale della ricompensa, legato all’amigdala e all’ipotalamo. La prima è responsabile dell’elaborazione delle emozioni, il secondo ha funzioni di controllo dei sistemi nervoso ed endocrino. Già ai primi episodi di mancanza di sonno, amigdala e ipotalamo si sensibilizzano “per ricompensa”, stimolando la voglia di alimenti zuccherini, grassi e salati. 

 

Una regola è la… regola 

Quando andare a letto si vive come un incubo a causa di un riposo che risulta tutt’altro che ristoratore, prima di tutto va analizzato il proprio stile di vita, ponendosi alcune semplicissime domande. Prima, tra tutte, è quanto o meno il nostro organismo sia messo alla prova da mancanza di ritmi regolari. Il sonno ama la regolarità. Quindi, tutto ciò che tende a minare questa “certezza”, lo destabilizza. Consumare i pasti e coricarsi sempre alla stessa ora, ad esempio, è di fondamentale importanza. Piccole varianti di orario sono ovviamente concesse ma senza esagerare.