Social jet lag:

Cos’è e perché evitarlo

 

Con social jet lag si intende un disallineamento dell’orologio biologico con la routine quotidiana. Si tratta di una condizione che non crea alcun disagio se una volta ogni tanto si fa un viaggio dall’altra parte del mondo o se ci si sveglia a ora di pranzo dopo una notte un po’ movimentata. Ma attenti a non farci l’abitudine: i rischi per la salute sono in agguato.

 

Accade, solitamente, nel weekend. Terminata la routine lavorativa che impegna dal lunedì al venerdì, l’arrivo del sabato è visto come un vero e proprio stacco da stress e stanchezza. Quindi si va a letto più tardi e, di conseguenza, quando ci si sveglia è mattina inoltrata. In pratica i ritmi “abitudinari” vengono messi in discussione nell’arco di quarantotto ore in cui si verifica, appunto, una discrepanza tra l’orologio “biologico”, individuale, e quello “sociale”. Situazione che, se cronicizzata, è alla base del cosiddetto social jet lag. A definire questa locuzione è stato Till Roenneberg, professore di Cronobiologia presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera.

 

Come si misura

Il social jet lag ha un valore numerico preciso. Per calcolarlo, il professor Roenneberg verifica, prima di tutto, il cosiddetto “punto di metà sonno” ovvero il punto della notte in cui ci si trova nel mezzo del proprio riposo. Il social jet lag sociale si ottiene sottraendo il valore del punto di metà che si ha durante i fine settimana e quello dei giorni feriali. Un esempio? Dal lunedì al venerdì, si dorme dalle 22,30 alle 6,30: il punto di metà sonno è collocato alle 2,30. Nel weekend, cambiano i ritmi, e si dorme da mezzanotte alle 10: il punto di metà sonno si sposta alle 5. Il social jet lag è pari alla differenza tra i due valori, quindi, in questo caso, 2 ore e mezza.

 

SOS sonno

Il nostro orologio biologico è fortemente influenzato dalle abitudini, ovvero dagli orari, quotidiani, in cui generalmente si svolgono le attività (svegliarsi, mangiare, lavorare, fare attività fisica e dormire, ad esempio). Si tratta di un equilibrio che non andrebbe variato perché da esso dipende la qualità del “lavoro” svolto del nostro corpo. Tra i primi sintomi che esprime il corpo riguardo la difficoltà ad abituarsi a eventuali cambiamenti di orario c’è di certo la qualità/quantità del sonno.

 

Social jet lag: cosa dice la ricerca

Il social jet lag è, come si diceva, responsabile di mancato riposo e di scarsa qualità del sonno. Ma non solo. Oltre a problemi legati all’apparato cardiocircolatorio, ai meccanismi di termoregolazione e di riparazione cellulare, può essere causa anche dei chili in eccesso. A provarlo è stata una ricerca effettuata da Michael Parsons, dottore in scienze biologiche presso la Fordham University di New York. I dati ottenuti, monitorando il sonno di 815 volontari, parlano chiaro: un’ora di social jet lag può far incassare fino a due chilogrammi di massa grassa. Il social jat lag mette a rischio anche i diabetici. Uno studio diretto da Andrew Coogan, professore di Neurologia e Cronobiologia alla Maynooth University, e pubblicato su Sleep Medicine, ha valutato il social jet lag su pazienti con diabete di tipo 2. Ebbene, in caso di social jet lag superiore a 90 minuti, ai soggetti è stato rilevato un livello più elevato di zucchero nel sangue.

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