Turismo lento: lontani dalla folla per ritrovarsi

Si chiama Slow Tourism e, letteralmente, significa “turismo lento”.

Viaggiare alla scoperta di luoghi non di massa, culture sconosciute ed enogastronomia locale, procedendo con calma e lentamente in modo da non lasciarsi sfuggire alcun particolare: lo Slow Tourism è “semplicemente” questo. Viaggiare “con lentezza” sembra la fisiologica conseguenza ad un periodo di emergenza sanitaria in cui dopo un lungo stop a stento si sta riprendendo il via.

 

Niente tabella oraria!

I viaggi-pacchetto sono ancora molto gettonati, vuoi anche per una certa pigrizia mentale nei riguardi dell’organizzazione fai da te. Prevedono dettagliati e fitti programmi day by day in cui il viaggiatore si immerge e si lascia “frastornare”. Vivere l’esperienza di un viaggio è, però, un’altra cosa. È tornare a casa con un bagaglio di emozioni piuttosto che di souvenir. Ed è per questo che è in crescita il numero di coloro che ricercano un tipo di viaggio diverso, che permetta di godere appieno ogni luogo incontrato.

 

Quali mete?

Se il mood diventa quello slow, la meta del viaggio non sarà più quella “famosa”, “di tendenza”, “commerciale” ma tutt’altro. La selezione avverrà anche sulla necessità, propria del turismo lento, di viaggiare in modo sostenibile con treno o bicicletta, ad esempio, che diventano parte integrante dell’esperienze. E le strutture pronte ad accogliere gli ospiti “slow” saranno ecofriendly.

 

A piedi, in bici…

Quando si parla di Slow Tourism è “lei” che viene subito in mente, la Via Francigena, ovvero l’antico percorso solcato dai pellegrini durante il Medioevo che da Canterbury, in Inghilterra, conduceva a Roma attraverso la Francia. Una rete di accoglienza e ristoro consente di ricaricare le pile tra paesaggi straordinari, natura incontaminata, colori unici. Che dire, invece, delle Eolie, gioiello del Mediterraneo italiano? Scegliere Lipari, Salina e Vulcano tra le mete slow significa scoprire le fumarole per 10 chilometri, grazie a panorami unici nel loro genere. Per gli appassionati delle due ruote, imperdibile è, infine, la “pista più bella d’Italia”, la ciclabile che collega Assisi a Norcia, passando per i suggestivi borghi della campagna umbra. Chi, a bordo di una bici, desidera spingersi oltre il Bel Paese è in Olanda che deve arrivare. Con oltre 4mila chilometri ciclistici, è possibile pianificare un percorso slow davvero indimenticabile. Come il Rheinradweg, che scorre parallelo al tratto finale del fiume Reno, portando alla scoperta di Rotterdam e dei mulini del Kinderdijk.