Vivere lentamente e con regolarità

Come lo stile di vita slow influisce positivamente sul sonno

Siamo con lo sguardo sempre all’orologio, inutile negarlo. La nostra quotidianità, raramente è soggetta a una scansione lenta degli eventi. Cosa che, ironia della sorte, accade anche quando la giornata è destinata a non essere “piena”. Quanti di noi, infatti, arrivano a sera quasi senza accorgersene? La maggior parte. Si vive in una sorta di loop: sveglia, doccia, colazione, lavoro, pranzo, varie ed eventuali, cena, riposo.

 

Veloce vs Lento

Fast o slow, questo è il dilemma. Veloce come un panino con hamburger e patatine o lento come un bel piatto di spaghetti da consumare in un’atmosfera di convivialità? Difficile rispondere. Eppure, nonostante i ritmi sempre più incalzanti della vita odierna, cresce sempre di più l’esigenza di assecondare quelli naturali dell’organismo. Di essere travolti da tempo ed eventi, infatti, prima o poi ci si… stanca.

 

Slow living: perché

Vivere slow significa non spingere più sull’acceleratore. Nella vita caotica di ogni giorno stiamo sempre una spanna avanti rispetto al momento presente, pronti a correre e a impegnare la mente in qualcosa che deve ancora succedere. Scalare la marcia e rallentare un po’, ecco una chiave di lettura della quotidianità che può restituire significato alla vita, più attenta a ciò che è realmente importante ed essenziale.

 

Qualità della vita (e del sonno)

Vivere slow si traduce, dunque, con una migliore qualità della vita. E, di conseguenza, del sonno. Permettere, ogni giorno, che ritmi incalzanti ci travolgano, significa non lasciare spazio al sé. Il corpo ha bisogno di seguire i propri ritmi, di giorno e di notte. Assecondare (o ripristinare quanto prima) questa esigenza è, dunque, importantissimo.

 

Il ritmo sonno-veglia

A essere penalizzato da giornate più fast che slow è sicuramente il ritmo sonno-veglia. La velocità, spesso, si accompagna a irregolarità di orario, fattore che, per quanto riguarda la qualità del riposo, non è trascurabile. Insonnia, sonnolenza diurna, poca concentrazione sono campanelli di allarme da non sottovalutare. Questi, se non accompagnati da altre situazioni patologiche, però, tendono a risolversi in breve tempo una volta ripristinato il cosiddetto orologio biologico.

 

Che fare?

Stiamo attraversando una fare storica importante. Lo stato di emergenza, protratto fino al prossimo 31 Luglio,  porterà una graduale ripresa delle attività ma con ancora dovuta cautela e proroga, ad esempio, dello smart working. Vivere con lentezza il ritorno alla “normalità” potrebbe essere la chiave di volta per il successo della ripresa stessa.

 

A Maggio si festeggia la lentezza

Da segnare in calendario il 3 Maggio. Per il quindicesimo anno, si torna a “festeggiare” la lentezza, con una giornata ad hoc. Un invito, sostengono gli organizzatori di Vivere con Lentezza, a fermarsi e a riflettere. Per capire dove, con consapevolezza, si stia andando.

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